Patologie | Neoformazioni dell'orbita

Sintomi

L’orbita presenta una varietà di tessuti che potenzialmente possono dare origine a neoformazioni di varia natura.

I sintomi più frequenti di presentazione di una neoformazione orbitario sono la proptosi (sporgenza anomala dell’occhio), la visione doppia, la compressione del nervo ottico con riduzione e/o disturbi vari della vista. A questi si possono associare edema palpebrale, dovuto all’ostacolo del deflusso venoso o linfatico, iperemia congiuntivale, deficit della muscolatura dell’orbita.
Come accennato precedentemente le tipologie di neoformazioni sono innumerevoli ed in relazione alla struttura da cui si originano (tumori congeniti e formazioni cistiche, tumori neurogeni e gliali, tumori connettivali e mesenchimali,  leiomioma e leiomiosarcoma, tumori ossei e cartilaginei, tumori linfoidi, ematogeni, sindromi sistemiche e tumori epiteliali).

 

Diagnosi
La diagnosi di queste problematiche è sicuramente clinica riscontrando quei segni caratteristici espressi nel paragrafo precedente.
A questi sarà necessario associare una ecografia, una Tc del massiccio facciale (nel casi di lesioni ad estrinsecazione ossea) con e senza mezzo di contrasto, ed una Risonanza magnetica al fine di studiare e valutare la sua reale estensione della lesione.

 

Trattamento
Il trattamento chirurgico, fatta eccezione per la patologia maligna, è eseguito mediante accessi chirurgici di ridottissima entità; o in prossimità dell’arcata sopraccigliare o utilizzando gli stessi accessi eseguiti per la chirurgia estetica.
Il trattamento ha la finalità di eradicare completamente la neoformazione. La chemioterapia e la radioterapia possono o devono essere abbinate secondo la natura istologica e le dimensioni della neoplasia.

 

Decorso post-operatorio
Il decorso post-operatorio sarà correlato con le dimensioni e la tipologia del tumore in esame. In alcuni casi, infatti, è necessario asportare la neoformazione associata a una parte dei tessuti sani circostanti e, se di ridotte dimensioni, il paziente tornerà, in pochissimi giorni, alla propria vita.
Nel caso in cui, invece, ci trovassimo a trattare un tumore con alta incidenza alla recidiva o di dimensioni importanti, sarà necessario asportare la neoformazione con un’importante parte di tessuti sani in prossimità della stessa e contestualmente colmare il deficit dei tessuti asportati mediante lembi.
In tal caso il decorso  post-operatorio sarà più impegnativo ma, comunque, il paziente tornerà alle sue normali attività in circa 20 giorni.

Centro Chiururgico Italiano Roma


Clinica Quisisana