Patologie | Neoformazioni o infiammazioni croniche della ghiandola sottomandibolare

Sintomi
La ghiandola sottomandibolare, è una tra le ghiandole salivari maggiori che si trova nella regione omonima, nella regione laterale del collo sotto la mandibola.
Questa ghiandola è frequentemente interessata da problematiche legate alla presenza di calcoli che, quando raggiungono dimensioni considerevoli, bloccano la fuoriuscita di saliva ostruendo i canali di secrezione. Le coliche salivari si presentano con insorgenza improvvisa, che compare all'inizio del pasto, caratterizzata da improvviso gonfiore della ghiandola e da violenti dolori.
Per quanto concerne la patologia neoplastica, la più frequente neoplasia della sottomandibolare è l’adenoma pleomorfo che è una formazione benigna. Le neoplasie maligne più frequenti, anche se rare sono rappresentate dai carcinomi e dai linfomi.
Le forme maligne si presentano come masse dure ma sono di forma irregolare ed aderenti alla cute.

 

Diagnosi
Le diagnosi delle problematiche della ghiandola sottomandibolare è generalmente clinica e strumentale.
Per quanto riguarda la patologia litiasica (dei calcoli), sarà necessario effettuare una visita specialistica che ne sospetterà la natura. A questa sarà possibile associare l’esecuzione di un’Ecografia o Risonanza magnetica della ghiandola.
Nel caso in cui si sospetti una neoformazione si deve associare l’esecuzione di una Risonanza magnetica con e senza mezzo di contrasto, eventualmente associata ad una Tc, nei casi in cui si sospetti un tumore maligno. Dovrà inoltre essere effettuata un’agobiopsia, eventualmente ECO guidata, per avere la certezza diagnostica.

 

Terapia
Il trattamento della patologia litiasica è sia medico che chirurgico. Si tenterà, inizialmente una terapia medica per la cura dei sintomi costituita da farmaci antibiotici e cortisonici. Tuttavia se la colica salivare o l’infezione dovesse ripresentarsi un numeroimportante di volte, o se ci fossero calcoli di dimensioni tali da ostruire i canali di secrezione del dotto ghiandolare si procederà, in un primo tempo ad asportazione del calcolo per via endoscopica e, se questo non fosse possibile , all’asportazione chirurgica della ghiandola.
Nel caso in cui ci trovassimo difronte ad una patologia neoplastica la terapia è chirurgica e consiste nella asportazione totale della ghiandola in cui si è sviluppata la neoformazione.
L’incisione viene effettuata tra le pieghe del collo e quindi invisibile dopo qualche mese).
La chemioterapia e la radioterapia possono o devono essere abbinate secondo la natura istologica e le dimensioni della neoplasia.

 

Decorso post-operatorio
L’intervento chirurgico, più frequentemente utilizzato è rappresentato dall’asportazione della ghiandola interessata dalla patologia. Il decorso postoperatorio è solitamente di 1 o 2 giorni, in cui viene mantenuto un piccolo drenaggio per evitare la formazione di ematomi che prolungherebbero i tempi di guarigione.

I punti di sutura vengono rimossi dopo 5 o 7 giorni. Le uniche precauzioni da seguire sono rappresentate da astensione dell’attività fisica e dall’assumere cibi il meno possibile “gustosi” al fine di ridurre al minimo la secrezione di saliva e ridurre i tempi di ripresa dall’intervento.
Centro Chiururgico Italiano Roma


Clinica Quisisana