Patologie | Contrazioni del mascellare superiore

Sintomi
La contrazione del mascellare superiore è una problematica molto diffusa che può essere di natura:

  • scheletrica ( in cui l’osso mascellare è di dimensioni ridotte rispetto la mandibola)
  • dentaria (i denti, per molteplici motivi, assumono un’inclinazione verso l’interno del palato
  • mista cioè di tipo sia dentale che scheletrica.

Generalmente in questi casi è sufficiente l’esame clinico del paziente che evidenzierà la presenza di un morso incrociato ( cross-bite)  in cui uno o più denti dell’arcata superiore, rispetto a quella inferiore, si articolano all’interno cioè dal lato della lingua. Potrà inoltre, essere presente un’affollamento dentale.

 

Diagnosi
Per porre diagnosi è necessario effettuare una visita maxillo-facciale ed accertamenti diagnostici quali:
1. analisi delle fotografie nelle corrette posizioni (volto ed endorali)
2. analisi dei modelli dentali
3. analisi delle radiografie in proiezione latero-laterale, postero-anteriore e ortopantomografia ed eseguire una analisi cefalometrica.
Mediante questi accertamenti è possibile effettuare una diagnosi sicura e porre, eventualmente, indicazione al trattamento.
Nel caso in cui la contrazione sia di origine scheletrica il paziente sarà sottoposto ad un trattamento ortodontico, al fine di eliminare le compensazioni dentali presenti (cioè riportare i denti nella condizione in cui sarebbero stati se la malformazione non fosse presente) e alla preparazione delle arcate dentarie all’eventuale intervento chirurgico.

 

Terapia
Nei pazienti che presentano un deficit scheletrico l’espansione mascellare deve prevedere una disgiunzione (divisione a metà) della parte ossea del palato. Questa viene effettuata mediante accessi endorali (e per questo invisibili). Alla disgiunzione, puramente chirurgica, potrà essere associata, in relazione all’età del paziente, l’applicazione di distruttori palatali che, siti all’interno della bocca, permettono il progressivo ampliamento del palato.
Per i pazienti adulti l’espansione scheletrica può essere ottenuta con un trattamento ortodontico-chirurgico che prevede l’applicazione di dispositivi sovrapponibili a quelli utilizzati nei pazienti pediatrici, attivati dopo l’ apertura chirurgica della sutura.
Nei pazienti in età di crescita, invece, mediante espansori di molteplici tipi, sarà possibile ampliare il palato attraverso l’apertura della sutura che è fisiologicamente presente in tutti i bambini senza effettuare un trattamento chirurgico.
Nel caso in cui, inoltre, la contrazione sia solamente dentale il paziente verrà seguito e trattato dal solo ortodontista.

 

Decorso post operatorio
L’espansione del palato , se chirurgicamente assistita, porta ad un periodo di relativo disagio per il paziente caratterizzato da lieve dolenzia dei denti superiori con difficoltà alla masticazione.
Sarà inoltre, necessaria una terapia antibiotica per 5/6 giorni e controlli frequenti sia della ferita chirurgica che della progressiva espansione.

Centro Chiururgico Italiano Roma


Clinica Quisisana